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IL TRADIMENTO DI PENCE E LA VERITA’ SUL 6 GENNAIO A WASHINGTON

di LLEWELLYN H. ROCKWELL JR.

Secondo la narrazione della propaganda di sinistra che puoi leggere sul New York Times, Washington Post, CNN e fonti simili, la violenza che si è manifestata al Congresso il pomeriggio del 6 Gennaio è stato il culmine di una lunga serie di oltraggi del Presidente Donald Trump. Quando ha perso le elezioni di Novembre contro Joe Biden, non ha potuto accettare la sua sconfitta. Ha continuato a dire infondatamente di avere vinto le elezioni e ha accusato i sostenitori di Biden di usare schede elettorale false e macchine del voto false per aumentare i voti per Biden. Ha continuato ad intentare azioni legali per far sì che parti del verdetto fossero ribaltate, ma i tribunali hanno respinto tutte le sue richieste. Pensava di avere ancora una possibilità il 6 Gennaio, quando i voti elettorali venivano contati nel Congresso. Voleva che il vicepresidente Mike Pence violasse la Costituzione. Anche se Pence ha il ruolo puramente cerimoniale di presidente della sessione congiunta, voleva che Pence buttasse via le liste degli elettori che gli si opponevano, o almeno che li rimandasse indietro agli Stati per farli nuovamente certificare. Pence si è rifiutato di violare la Costituzione. Quando Trump l’ha scoperto, si è arrabbiato così tanto che ha incitato parte dei suoi sostenitori ad una manifestazione ad assaltare il Congresso ed interrompere la sessione. A causa sua, alcun persone sono state uccise. È un perdente irritato che dovrebbe essere subito rimosso dall’incarico e mandato in prigione per sedizione.

Ogni parola di questa narrativa è falsa. Prendiamo un argomento alla volta in ordine cronologico, perché ha ricevuto così tanta attenzione. Si presume che Trump si è arrabbiato con Pence perché Pence non avrebbe violato la Costituzione. In effetti c’è un buon motivo per cui ciò che Trump stava chiedendo di fare a Pence era perfettamente legittimo. Come hanno spiegato John Yoo e Robert Delahunty in un articolo su “American Mind” lo scorso 19 Ottobre.

“Riteniamo che il ruolo di Vice Presidente non è quello meramente ministeriale di aprire le schede ed in seguito consegnarle (a chi?) per il conteggio. Anche se il 12simo Emendamento descrive il conteggio in forma passiva, il linguaggio sembra prevedere un processo unico e continuo in cui il Vicepresidente apre e conta i voti.
Il controllo sugli errori o sulle frodi nel conteggio consiste nel fatto che le attività del Vice Presidente devono essere fatte in pubblico, “in presenza” del Congresso. E se “contare” i voti degli elettori è responsabilità del Vice Presidente, allora la responsabilità inestricabilmente correlata di giudicare la validità di quei voti deve essere sua”.

Se questa lettura è corretta, allora la Legge sul Conteggio Elettorale è incostituzionale. Il Congresso non può usare la legislazione per ordinare come ogni singolo ramo del governo deve svolgere i suoi compiti specifici: il Congresso non può prescrivere come i futuri Senati dovrebbero condurre un processo di impeachment, per esempio. Allo stesso modo, pensiamo che la lettura migliore fosse che il Vice Presidente Pence decidesse fra liste concorrenti di elettori scelti dai legislatori e governatori statali o, in alternativa, di contare i voti rimasti in contenzioso. Yoo è una persona controversa ma è senza dubbio un riconosciuto studioso di diritto costituzionale.

Bene, potreste dire, che diritto aveva Trump di arrabbiarsi con Pence solo perché Pence non condivideva la sua interpretazione della Costituzione? La risposta è semplice. Pence aveva assicurato a Trump che avrebbe sostenuto i suoi reclami sulle irregolarità nei voti. L’aveva detto ad una manifestazione in Georgia il 4 Gennaio, due giorni prima della conta, che il caso di una grande frode elettorale sarebbe stato presentato al popolo americano non appena il congresso si fosse riunito questa settimana per certificare la vittoria del presidente eletto Joe Biden sul presidente Trump.

“Abbiamo avuto tutti i nostri dubbi sulle ultime elezione. Condivido le preoccupazioni di milioni di Americani riguardo le irregolarità nei voti”, ha detto Pence ad una riunione al chiuso nella Chiesa di Rock Spring a Milner, in supporto dei Senatori Repubblicani Kenny Loeffler e David Perdue per le elezioni di ballottaggio. Pence, che per legge ha il compito di dichiarare un vincitore del voto del Collegio Elettorale, sembrava lasciare aperta la possibilità che Trump potesse ancora restare al potere per un secondo mandato. “Venite questo Mercoledì”, ha detto, riferendosi all’imminente certificazione dei risultati elettorali, “avremo il nostro giorno al Congresso. Udiremo le prove”.

L’elezione nei fatti gli è stata rubata. E facile hackerare le macchine per il voto come quelle fatte da Dominion per cambiare i voti totali. Quando dico questo, non mi affido ad una fonte che la sinistra liquiderebbe come fantasie da pazzoidi da teorie del complotto. Secondo un articolo pubblicato da NBC News l’anno scorso.

“C’era un’assicurazione progettata per rafforzare la fiducia del pubblico nel modo in cui l’America vota: Le macchine per il voto “non sono connesse ad internet”. L’allora sottosegretario ad interim per la sicurezza informatica e le comunicazioni presso il Dipartimento di Sicurezza Nazionale Jeanette Manfra disse queste parole nel 2017, testimoniando davanti al Congesso quando era responsabile per la sicurezza del sistema di voto della nazione”.

La stessa cosa è stata detta negli ultimi anni da così tanti ufficiali governativi come Manfra che essa è accettata come fosse il vangelo dalla maggior parte degli Americani. Dietro tutto ciò c’è il concetto che se i sistemi di voto non sono online, gli hackers avranno maggiori difficoltà a comprometterli. Tuttavia questa è un’esagerazione secondo un team di 10 esperti indipendenti di sicurezza informatica specializzati in sistemi di voto ed elezioni. Mentre le macchine per i voti non sono progettate per essere online, i maggiori sistemi di voto in molti stati finiscono lì, mettendo a rischio il processo di voto. Quel team di esperti di sicurezza elettorale afferma di avere scoperto l’estate scorsa che alcuni sistemi sono, di fatto, online.

“Abbiamo trovato oltre 35 sistemi di voto che sono stati lasciati online e ne stiamo ancora trovando altri”. Così afferma Kevin Skoglund, un consulente tecnico senior presso il gruppo di difesa della sicurezza elettorale National Election Defense Coalition, ad NBC News.

“Abbiamo continuato a sentire dire da funzionari elettorali che le macchine per il voto non erano mai online”, afferma, “e sapevamo che non era vero. E così abbiamo deciso di provare a cercare le macchine per il voto per controllare se riuscivamo a trovarle su internet, in particolare i sistemi di back-end a cui le macchine per il voto del distretto si collegavano per riportare i loro risultati”…

Le tre maggiori aziende per la gestione del voto, Election Systems &Software, Dominion Voting Systems e Hart InterCivic, hanno ammesso di aver messo tutti i modem in alcuni dei loro tabulatori e scanners. Il motivo? In questo modo i risultati elettorali non ufficiali possono essere comunicati più rapidamente al pubblico. Questi modem si collegano alle reti dei telefoni cellulari, che a loro volta sono connessi ad internet. Trump ha tutto il diritto di essere sospettoso. Non dovrebbe esserci un’indagine completa ed imparziale da parte di esperti riconosciuti per scoprire se vi è stata una frode? Se l’entourage di Biden pensa che le elezioni sono state corrette ed oneste, non dovrebbe accogliere di buon grado una completa indagine? Ma ovviamente non lo sono state. E questo tipo di frode è solo una fra le tante, basta pensare ai camion carichi di schede di Biden arrivati dopo che sembrava che Trump stesse vincendo, proprio nei numeri giusti per dare a Biden la vittoria.

Quando consideriamo le contestazioni di Trump, dobbiamo tenere a mente un fatto di vitale importanza. Come ha affermato Mike Davis in “New Left Review, Novembre/Dicembre 2020, pag. 5”, “Biden ha ottenuto una vittoria di misura, in alcuni stati solo grazie a margini microscopici, che gli ha fatto guadagnare 306 voti elettorali, la stessa cifra di Trump 4 anni fa. Solo 256.000 voti in cinque stati chiave gli hanno portato 73 di quei voti”. È per questo che Trump ha ragione: dato che anche solo pochi voti possono cambiare il risultato, e dato che vi sono un sacco di sospette frodi, ci sarebbe bisogno di un’indagine a 360 gradi.

Tuttavia, alcune persone potrebbero dire che questo non giustifica Trump. Non ha forse istigato la gente alla manifestazioni ad invadere le sacre sale del Congresso. Bene, in primis, le sale del Congresso non sono “sacre”. Appartengono al popolo. E Trump non ha istigato alla violenza, per niente. Voleva una protesta pacifica, ed è questo che ha avuto, se si escludono alcuni attivisti Antifa che hanno disturbato la protesta. Essi erano arrivati in bus a Washington in precedenza.

Secondo il periodico “in the American Thinker” pubblicato il 7 Gennaio,

“Gli eventi del 6 Gennaio sono stati colti come un punto di svolta, portando all’invocazione del 25simo emendamento, la chiamata all’impeachment e alla rimozione del Presidente Trump; inoltre cercano di screditare Trump, i suoi sostenitori ed il conservatorismo. Hanno distolto l’attenzione dalle questioni riguardo la legittimità delle procedure di voto in diversi stati chiave e hanno garantito il voto del Collegio Elettorale poco prima delle 4 AM, voto che ha ratificato l’inaugurazione di Joe Biden Presidente e Kamala Harris Vicepresidente”.

Applicando la classica domanda “cui prodest?”, è chiaro che i Democratici, l’establishment Repubblicano anti-Trump, i media di sinistra ed i malati di TDS (ndt, Trump Derangement Syndrome, termine usato per indicare i Trump-fobici) sono tutti vincitori. Il video inquietante disponibile (per ora) su Twitter mostra la Polizia del Campidoglio che permette ai manifestanti di entrare nel Campidoglio. Altrove nel Campidoglio, la polizia inviata per mantenere un perimetro non è stata in grado di tenere a bada le folle. Perché il Campidoglio degli Stati Uniti è stato lasciato così vulnerabile?

Dopo che i dimostranti sono stati lasciati entrare, un poliziotto ha ucciso una giovane donna a bruciapelo. La polizia ed i Servizi Segreti hanno chiuso la sessione del Congresso, di certo non sono i manifestanti pacifici. Per darsi una copertura, hanno infiltrato alcuni agitatori Antifa. Perché l’hanno fatto? Credo che l’abbiano fatto per una ragione, che diventerà chiara se proviamo a farci delle domande. Cosa stava succedendo poco prima della manifestazione? I membri del Congresso stavano per ascoltare un dibattito sulle obiezioni sollevate contro il voto negli stati in bilico. Il popolo Americano sarebbe stato in grado di udire le prove con le proprie orecchie. Questo andava fermato. Fermando la sessione per circa 6 ore, il dibattito è stato spostato nella tarda notte del 6 Gennaio e nelle prime ore del mattino del 7 Gennaio, quando molte poche persone stavano guardando. Inoltre, tutta l’attenzione era ora sulle proteste invece che sul voto fraudolento.

Cosa si può fare ora? Il Presidente Trump non dovrebbe esortare tutti noi ad “unirsi”. Al contrario, dovrebbe supportare la secessione. Gli Stati e le comunità che supportano Trump sono troppo lontani dai supporters della mafia Biden-Harris-BLM per vivere in una nazione unita. “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione c’è tra la luce e le tenebre?” (2Corinzi 6:14, Bibbia Douay-Rheims )

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE  – TRADUZIONE DI DANI ALROGHI

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“IL TRADIMENTO DI PENCE E LA VERITA’ SUL 6 GENNAIO A WASHINGTON” è stato scritto da Leonardo e pubblicato su MiglioVerde.