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Sondaggio SWG (25 gennaio 2021)

Sondaggio SWG (25 gennaio 2021)

Il 25 gennaio 2021, durante l’edizione serale del TG La7 (La7), sono state pubblicate le nuove intenzioni di voto realizzate da SWG.

Le intenzioni di voto

In pieno stile SWG, dopo aver toccato il punto più basso da dopo le elezioni europee, la Lega compie un rimbalzo recuperando l’1,2%.

Lo stesso valore è quello che perdono complessivamente i partiti maggiori. A rimetterci di più è il Partito Democratico, in calo di mezzo punto.

Sondaggio SWG (25 gennaio 2021)

Tra le forze minori sono rilevati in calo Liberi e Uguali e +Europa, mentre recuperano consensi Italia Viva e i Verdi.

Sondaggio SWG (25 gennaio 2021)

La serie storica

Di seguito, proponiamo il grafico con l’andamento dei partiti politici nelle intenzioni di voto pubblicate da SWG a partire dalle Elezioni Europee 2019.

Per consultare l’elenco dei sondaggi SWG ripubblicati su Scenaripolitici.com potete andare nella sezione “Gli altri istituti”, oppure cliccare qui.

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“Sondaggio SWG (25 gennaio 2021)” è stato scritto da Watcher e pubblicato su Scenaripolitici.com.

Tra bolle e locuste rialziste: chi fermerà il gioco?

Come in un videogame, sui mercati va in onda lo scontro tra piccoli risparmiatori, dopati da liquidità, tecnologie e social, e investitori istituzionali. Occhio al game over

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“Tra bolle e locuste rialziste: chi fermerà il gioco?” è stato scritto da Mario Seminerio e pubblicato su Phastidio.net.

Sondaggio Tecnè (23 gennaio 2021)

Sondaggio Tecnè (23 gennaio 2021)

Il 23 gennaio 2021 sono state pubblicate sul sito internet dell’Agenzia Dire le nuove intenzioni di voto realizzate da Tecnè.

Le intenzioni di voto

Torna il Monitor Italia di Tecnè in collaborazione con l’Agenzia Dire.

Rispetto al 18 dicembre le prime quattro forze politiche del paese sono date in leggero calo, con il Partito Democratico che cala di quasi mezzo punto.

Forza Italia compie un balzo di due punti, tornando così in doppia cifra.

Tra i partiti minori si rileva il calo dello 0,6% di Italia Viva. Perdono consensi anche la Sinistra e +Europa, mentre crescono leggermente Azione e i Verdi.

La serie storica

Di seguito, proponiamo il grafico con l’andamento dei partiti politici nelle intenzioni di voto pubblicate da Tecnè a partire dalle Elezioni Europee 2019.

Per consultare l’elenco dei sondaggi Tecnè ripubblicati su Scenaripolitici.com potete andare nella sezione “Gli altri istituti”, oppure cliccare qui.

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“Sondaggio Tecnè (23 gennaio 2021)” è stato scritto da Watcher e pubblicato su Scenaripolitici.com.

Mi chiedete perché parlo di degrado italiano?

In pieno revival anni Settanta, ci prepariamo a spezzare le reni alla Pfizer. E io pago (il canone Rai)

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“Mi chiedete perché parlo di degrado italiano?” è stato scritto da Mario Seminerio e pubblicato su Phastidio.net.

5 IDEE PER MIGLIORARE I SOCIAL MEDIA ED INTERNET

di PETER G. KLEIN Ci sono due posizioni mainstream sull’ordine esecutivo di Trump sulla prevenzione della censura online e sulla sezione 230 del Communications Decency Act (CDA) del 1996: 1) La visione liberale/libertaria della Electronic Frontier Foundation (EFF)/Techdirt che Twitter, Facebook, ecc. sono aziende private e possono fare quello che vogliono; 2) La visione Trump/Hawley/social conservatrice che le piattaforme di social media dovrebbero perdere l’immunità della sezione 230 ed essere regolate come servizi pubblici con neutralità obbligatoria del punto di vista.  La posizione 1 è anche supportata da affermazioni empiriche che senza la protezione della sezione 230 internet come lo conosciamo non si sarebbe mai sviluppato (vedi Le ventisei parole che hanno creato internet). La mia visione libertaria e propertarian è vicina alla posizione 1, ma con dei caveat. Le piattaforme dei social media sono effettivamente imprese private e possono pubblicare o modificare (non possono censurare, un termine che si riferisce esclusivamente agli attori statali) tutto ciò che vogliono, soggetti ovviamente ai termini di servizio…

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“5 IDEE PER MIGLIORARE I SOCIAL MEDIA ED INTERNET” è stato scritto da Leonardo e pubblicato su MiglioVerde.

DEPRESSIONE, SUICIDI E AUTOLESIONISMO: GIOVANI VITTIME DELLE NORME COVID

di MARIETTO CERNEAZ

Nella penisola aumentano gli episodi di autolesionismo o in alcuni casi di tentativi di suicidio tra bimbi ed adolescenti. A lanciare l’allarme è Stefano Vicari, primario dell’unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del nosocomio pediatrico romano. “È anche a causa del Covid-19 e di questo periodo se sono aumentati atti autolesionistici e suicidari che hanno segnato una crescita di disturbi mentali sia nei ragazzi che nei bambini: irritabilità, ansia, sonno disturbato. Da ottobre ad oggi, quindi dopo la prima ondata Covid, abbiamo registrato un aumento dei ricoveri del 30% circa. Fino ad ottobre avevamo il 70% dei posti letto occupati (8 in tutto), oggi il 100%. Nel 2011 abbiamo avuto 12 ricoveri per attività autolesionistica, a scopo suicidario e non, mentre nel 2020 oltre 300, quindi quasi uno al giorno”.

Il fenomeno non è diffuso solo in Italia: in Europa le ultime statistiche ci dicono che almeno il 25% degli adolescenti pratica autolesionismo. A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi si collocano al secondo posto tra le cause di morte nella fascia d’età dai 15 ai 29 anni e lo stesso vale per i giovani italiani dai 15 ai 24. È necessario avere un quadro chiaro dell’impatto che questo nuovo fattore di stress avrà sulla salute mentale e sul benessere, al fine di sviluppare e diffondere interventi appropriati per la popolazione e soprattutto per i gruppi più a rischio”.

Insomma, le conseguenze psicologiche di questa follia pandemica, fondata sullo scientismo e sul terrore, si fanno sentire ovunque nel mondo. Dimenticate perlopiù dalla stampa, nascoste perché sono una conseguenza spiacevole delle scelte restrittive dei governi, scelte inutili e liberticide.

Uno studio dei dottori Kasmi, Hasan e Talib (Academic Coordinator, Amity Business School, Amity University Lucknow, India) ha rivelato che le scelte politiche relative al Covid-19 stanno creando disagio psicologico tra gli individui, come le restrizioni a causa della chiusura, che obbligano le persone a rimanere a casa. Gli individui stanno attraversando una situazione di crisi pesante e sentono la mancanza di controllo sulle loro vite a causa dei lockdown imposti.

I giovani adolescenti e la fascia di età adulta stanno affrontando momenti di pesante incertezza rispetto alla carriera e alla vita professionale, i posti di lavoro sono in gioco. La paura causata dai media sta creando una situazione di panico tra loro. C’è un aumento dei livelli di ansia, stress e depressione specialmente tra i giovani, tra i 15-35 anni, tuttavia, gli studi precedenti hanno dimostrato che l’ansia, lo stress e la depressione sono più prevalenti nel gruppo di età superiore, cioè 40-49 anni.

Lo studio (allegato sotto) è in sintonia con i risultati del National Mental Health Survey of India, che spiega che
l’ansia è più alta nelle femmine, mentre i maschi sono depressi e stressati rispetto alle femmine. C’è una differenza significativa tra coloro che sono occupati e quelli disoccupati rispetto allo stress e alla depressione, mentre nel caso dell’ansia non c’è differenza significativa tra i sessi.

QUI LO STUDIO: COVID-19-A-LOCKDOWN-STUDY

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IL GRANDE RESET: UN EPILOGO DISTOPICO

di LEONARDO FACCO

VIDEO 4: Quali sono gli 8 obbiettivi che i signori del WEF vogliono implementare da qui al 2030? Chi comanda? Come uscirne?

VIDEO 3: Ida Auken spiega quanto sarà bello essere dipendenti dello Stato e controllati.

VIDEO 2: Grande reset significa governo unico mondiale. non si tratta di un piano nato nel 2020, ma di un percorso che viene da lontano.

VIDEO 1: Un programma politico, sociale ed economico che è tutt’altro che scaturito dalla mente di qualche complottista, ma è ufficialmente dichiarato dal World Economic Forum.

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Sondaggio Euromedia Research (21 gennaio 2021)

Sondaggio Euromedia Research (21 gennaio 2021)

Durante la puntata di Porta a Porta (Rai 1) del 21 gennaio 2021 sono state pubblicate le nuove intenzioni di voto realizzate da Euromedia Research.

Le intenzioni di voto

Euromedia Research ha presentato nuove intenzioni di voto offrendo tre scenari alternativi.

Se il PdC Giuseppe Conte dovesse correre alle elezioni a capo di un proprio partito personale questo otterrebbe il 10,4% dei voti.

A subirne le spese sarebbero soprattutto il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, in calo rispettivamente del 3,7 e 5,4%. L’area di governo guadagnerebbe quasi due punti sullo scenario base.

Se invece Conte diventasse leader del M5S questi salirebbero al 20,2%, mentre il PD calerebbe del 2,2%. L’alleanza giallorossa arriverebbe così vicina al 40%.

In entrambi gli scenari alternativi Liberi e Uguali salirebbe oltre il 3%.

Sondaggio Euromedia Research (21 gennaio 2021)

Il centrodestra verrebbe afflitto marginalmente dagli scenari alternativi.

Nel primo di questi Lega e Forza Italia calerebbero dell’1,4 e 0,7%, mentre nel secondo subirebbero una perdita di consensi marginale.

Fratelli d’Italia rimarrebbe invece stabile al 15,5% in tutti gli scenari.

Sondaggio Euromedia Research (21 gennaio 2021)

Le formazioni politiche esterne ai due blocchi principali, a cui si è aggiunta Italia Viva, non verrebbero influenzate significativamente dalla presenza di un partito personale del premier o da questi a capo del M5S.

Sondaggio Euromedia Research (21 gennaio 2021)

La serie storica

Di seguito, proponiamo il grafico con l’andamento dei partiti politici nelle intenzioni di voto pubblicate da Euromedia Research a partire dalle Elezioni Europee 2019.

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Reddito di cittadinanza: serve logica, anche nelle critiche

Sappiamo che il reddito di cittadinanza, nella forma attuale, è profondamente disfunzionale e finanche pericoloso. Ma non serve violentare la logica per criticarlo

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SECESSIONE, REGIONALISMO, DECENTRAMENTO: UNICHE SOLUZIONI PER GLI USA

di MARK METZ Entrambi i coniugi sono diventati violenti, verbalmente e fisicamente. Si prendono a botte a destra e a sinistra, sia letteralmente che metaforicamente. Non c’è un terreno comune, e anche se ci fosse, a questo punto nessuna delle due parti è interessata a considerarlo. Eppure c’è una narrazione che continua ad essere spinta dai politici di entrambe le parti: unità. Dobbiamo trovare un modo per ritrovare unità, dicono. Biden sembra predicarlo ogni giorno. “Saremo uniti, che a voi «deplorevoli» piaccia o meno” è quello che capisco io dei suoi discorsi. E per quanto riguarda il presente, che tipo di unità Biden ha intenzione di imporre a chi non ha votato per lui? Si sentiranno tutti uniti quando cercherà di togliere con la forza le armi a milioni di cittadini responsabili? Di certo non sembra qualcosa che porterà all’unità. Questa retorica è una farsa, che sarà predicata in modo eloquente (o non tanto, visto che viene da Biden) ora e dimenticata in seguito. Al…

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COVID: ESISTONO LE CURE, MA NELLA BERLINO EST 2.0 MEGLIO CHE LA GENTE MUOIA

di SILVANA DE MARI

La prima buona  notizia dell’anno: è sparita influenza. Il minuscolo covid 19  ha distrutto i virus influenzali: l’influenza non esiste più. Non abbiamo più  morti in Europa da influenza, un risultato spettacolare, quindi evidentemente il piccolo covid 19 si è mangiato vivi tutti gli altri virus influenzali che ha trovato sulla sua strada. Ci hanno spiegato che non moriamo più di influenza perché mettiamo la mascherina e i guanti, quindi mascherina e guanti bloccano i normali virus  influenzali ma non il covid 19. Wow! Questa è scienza! Sono scomparsi anche i 40.000 morti che ci facevamo tutti gli anni per infezioni ospedaliere quasi sempre su polmonite, non ce n’è più nessuno. Il piccolo covid 19, ultimo arrivato, si è mangiato tutti i virus influenzali e ha fatto fuori tutti i batteri antibiotico resistenti fino all’ultimo stafilococco.

Sono un medico mi assumo la responsabilità fino all’ultima sillaba di quello che dico,  sono un medico perché ho fatto un giuramento che avrei sempre fatto il meglio che potevo per proteggere i pazienti. In  Italia viaggiamo sui 600 morti al giorno in Germania sui 1000: questi morti si potevano evitare, questi morti si dovevano evitare perché adesso sappiamo come curare il covid, con farmaci molto banali contenuti del cosiddetto protocollo di Cavanna dal nome dell’oncologo che per primo lo ha sperimentato con grandissimo successo, che cortisone, eparina, zitromicina, vitamina C endovena, idrossiclorochina e, dai primissimi sintomi aspirina o altro antinfiammatorio: non tachipirina, che non è un antinfiammatorio e non ferma il covid, perché il covid uccide per infiammazione. La tachipirina non solo non ferma l’infiammazione, ma la favorisce grazie a un’azione sul glutatione, leva la febbre dando l’illusione al paziente di stare meglio, mentre la febbre è la difesa dell’organismo per distruggere il virus, l’unica difesa se non è stato dato altro. Eppure nelle linee guida del cosiddetto Ministero della salute, titolo sempre più orwelliano, la tachipirina è il farmaco di prima battuta raccomandato. Innumerevoli medici la stanno raccomandando. Questo articolo per esprimere la mia più totale disistima al Ministero della Salute e in particolare al ministro Speranza, a ogni singolo medico che ha prescritto un farmaco pro-infiammazione per una malattia che uccide mediante infiammazione. Esprimo anche la mia più assoluta disistima agli Ordini dei Medici, tutti, che non sono intervenuti su questo scempio.

La vitamine C endovena potenziano il sistema immunitario e ha una potente azione anti-tossinica, si è rilevata capace di fermare la poliomelite, il morbillo e la pertosse.

Oltre a questi farmaci c’è il plasma iperimmune. La prima ondata non aveva siero iperimmune, ora tutti i guariti dal covid e tutti coloro che lo hanno superato in maniera asintomatica sono potenziali donatori. Occorre fare il test sierologico per scoprire che sono i donatori, e guarire tutti con plasma iperimmune. Abbiamo milioni di potenziali donatori. Possiamo ridurre la mortalità oggi a poche unità al giorno. Eppure il plasma iperimmune viene raccolto col contagocce e distribuito dal contagocce.

Non ha nessun senso che ci sia una seconda ondata,  perché abbiamo plasma iperimmune per poter curare ogni persona che si ammala. Il  95% delle persone che incontra il virus guarisce da covid 19 senza neanche accorgersene. Le regole di contenimento sono una tragedia: hanno reso una patologia curabile endemica e hanno distrutto le libertà più elementari.

Se nella vostra famiglia qualcuno è deceduto per covid fatevi dare la fotocopia della cartella clinica, se sopra c’è la parola tachipirina o paracetamolo e non ci sono scritte le parole eparina, cortisone, idrossiclorochina, azitromicina e soprattutto  plasma iperimmune denunciate al sito ippocrateorg.org, che si sta occupando di creare una class action.

Gli anticorpi mono clonali guariscono in 48 ore, hanno guarito Trump. Fabbricati a Latina, solo da poche settimane sono fruibili in Italia.

L’impressione è che abbiano di questi morti per avere le nazioni in pugno:  mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo. Abbiamo le cure per il covid, eppure muoiono 1000 persone al giorno in Germania. Le restrizioni distruggono il sistema sociale delle nazioni  e il sistema immunitario delle persone e favoriscono la malattia. C’è qualcosa di atrocemente sbagliato nei sistemi sanitari oppure i numeri hanno qualcosa di sbagliato quindi impariamo combattere. Avete portato le mascherine e avete rispettato il distanziamento: alle conferenza stampa di Conte i giornalisti sono ammassati come sardine.  Hanno fatto fallire il vostro ristorante per salvare la salute pubblica oppure il fallimento del vostro ristorante delle palestre, le piscine, gli impianti di risalita,  i teatri, i cinema, le piccole fabbriche sono lo scopo da ottenere, come spiegato a Davos, il passaggio alla quarta economia completamente digitalizzata.

Se anche il cosiddetto vaccino funzionasse, e non è ancora dimostrato, essendo stato osservato solo per 45 giorni, non ha nessun senso vaccinare tutta la popolazione sottoponendo la popolazione al rischio del vaccino. Il 95% della popolazione non avrebbe nessun danno dal virus. Il vaccino, che non è un vaccino ma un farmaco a RNA,  è stato sperimentato solo un mese mezzo: viene somministrato dopo aver fatto firmare un foglio che solleva i fabbricanti da qualsiasi responsabilità. Il foglietto illustrativo, reperibile su Google digitando “vaccino covid foglietto illustrativo”, afferma che non sono noti gli effetti a distanza né quelli sulla fertilità.

Nel libro Berlino Est 2.0 di Federico Cenci (Editore: Eclettica Edizioni) il nostro mondo è ormai la Berlino est di epoca sovietica. Nell’immaginario collettivo, complici la letteratura ed il cinema, l’instaurarsi di un regime presuppone una certa grandezza epica: la folla che scende in piazza a protestare, i carri armati nelle strade per soffocare le rivolte, gli arresti dei dissidenti. Nulla di tutto questo è accaduto un giorno di marzo dell’anno 2020: privato improvvisamente di libertà sancite dalla Costituzione,  il popolo non ha protestato.

Un’abile campagna mediatica ha preparato il terreno affinché le misure prese a livello centrale venissero accettate senza colpo ferire, in nome della sicurezza e della salute di ognuno. Da un giorno all’altro le città deserte hanno assunto connotazioni spettrali: strade vuote, saracinesche dei negozi abbassate, attività chiuse. Pochi frettolosi passanti dallo sguardo spaventato, ma lunghe file per comprare generi di prima necessità, gli unici consentiti. Questo scenario  ha ricordato a Federico Cenci la città di Berlino sotto il controllo sovietico ai tempi della DDR, da questa impressione nasce il suo originale libro Berlino Est 2.0. 

Il romanzo descrive una  città oppressa dalla sorveglianza continua di un potere che vuole controllare la vita dei cittadini. Anche nei dettagli minimi. Limita le libertà personali ed impedisce le relazioni sociali considerandole pericolose. Sono vietati i contatti fisici, è vietato abbracciarsi, stringersi la mano. I bambini crescono ignorando il gioco all’aperto con i  coetanei. Le persone vivono un’esistenza virtuale che ricorda gli scenari distopici di Huxley e Bradbury. Tutto viene regolato da un potere superiore che stabilisce quali sono i comportamenti virtuosi e quelli da sanzionare. Ulteriori strumenti di controllo sono accettati volontariamente da alcuni perchè spacciati come mezzi che semplificheranno le attività quotidiane. Il disagio psicologico viene sopito da una sorta di “Droga di Stato”.

Come, e più ancora che nella Germania dell’Est, il potere può contare sull’aiuto di solerti delatori, pronti a denunciare all’Autorità chi si allontana dall’abitazione un metro più del consentito o porta i bambini a prendere una boccata d’aria. Un potere grottesco di cui l’Autore mostra le tante contraddizioni a partire dall’ecologismo di facciata. Un addormentamento collettivo cui sfuggono pochi consapevoli dell’inganno, pochi, ma sufficienti a mantenere vive le coscienze . L’Autore mescola abilmente la realtà ai tempi del Coronavirus con elementi di fantasia  che ci fanno sorridere per la loro assurdità. Sorridiamo, ma con un brivido gelido lungo la schiena.

TRATTO DA QUI

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“COVID: ESISTONO LE CURE, MA NELLA BERLINO EST 2.0 MEGLIO CHE LA GENTE MUOIA” è stato scritto da Leonardo e pubblicato su MiglioVerde.

IL GRANDE RESET: NEL 2030 NON AVREMO NÉ AUTO NÉ CASA

di LEONARDO FACCO

Ida Auken spiega quanto sarà bello essere dipendenti dello Stato e controllati.

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BIDEN, SUBITO 7 MOSSE PER ACCONTENTARE GLI AMICI DELLA SINISTRA RADICALE

di REDAZIONE

In meno di un paio di giorni, Joe Biden ha mostrato quali sono le sue intenzioni, ovvero invertire di 180° la rotta rispetto al suo predecessore.

Alla faccia dell’ipocrita slancio all’unità del paese – a cui non crede nessuno – Biden s’è fatto notare per una pioggia di ordini esecutivi e per quanto segue:

1- Da subito una gaffe: la pagina Twitter dell’ambasciata Usa in Israele viene ribattezzata “Ambasciata statunitense di Israele, Cisgiordania e Gaza”. Come scrive Stefano Magni, “due governi insultati in un colpo solo: Israele che non riconosce l’indipendenza né della Cisgiordania né di Gaza e anche l’Autorità Palestinese che non riconosce certamente la Gaza controllata da Hamas (movimento terrorista, secondo la classificazione Usa). La pagina è stata cambiata di nuovo, dopo un paio d’ore, ed è tornata ad essere “Ambasciata di Israele”. A Gerusalemme non l’hanno presa benissimo”.

2-Biden ha “esiliato” dallo Studio Ovale il busto di Winston Churchill, dopo quattro anni che aveva sorvegliato la scrivania di Trump. Anche Obama lo aveva fatto. Si sa, le statue di Churchill non piacciono ai nazisti del movimento Black Lives Matter, che accusa di “razzismo” lo statista britannico.

3-Secondo Biden la crisi del Covid-19, la conseguente crisi economica, la crisi climatica e la crisi razziale sono la priorità da affrontare con decisioni urgenti. Ed ecco la “sfida dei 100 giorni con la mascherina”, ovvero l’obbligo di indossare la museruola su scala nazionale, in tutte le proprietà federali e nei viaggi fra Stati. Chissà come reagiranno gli Stati a lui avversi, dato che la Sanità è una loro prerogativa.

4-Ritorno degli Stati Uniti nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da cui Trump aveva preso le distanze, considerandola complice del virus cinese.

5-Gli Stati Uniti rientrano negli Accordi di Parigi, per la contentezza di Greta (Gaia) Thumberg. Il Trattato imporrà agli Usa di ridurre le emissioni di gas serra del 26-28 per cento rispetto ai livelli del 2005, entro il 2025. Ergo, “addio all’oleodotto strategico Keystone XL, lungo la costa occidentale, duramente contestato da ecologisti e associazioni di nativi americani”. Con TRump, almeno dal 2018, gli Usa sono diventati un paese esportatore di petrolio.

6-Cancella la neocostituita “Commissione 1776”, volta a preservare la storia nazionale nei programmi scolastici. Al suo posto, Biden ordina alle agenzie di sviluppare programmi scolastici improntati sull’eguaglianza razziale, anche qui, come afferma Magni, “per accontentare gli studenti che abbattono le statue di Cristoforo Colombo e di Thomas Jefferson senza fare troppi distinguo”.

7-Fine della costruzione del muro al confine col Messico, abolizione del divieto di accesso da sette Paesi musulmani considerati a rischio terrorismo (mentre i voli da e per Brasile, Regno Unito e Ue restano bloccati, causa Covid) e la cancellazione delle nuove misure restrittive sull’immigrazione. L’obiettivo è regolarizzare il più possibile degli 11 milioni di immigrati irregolari presenti negli Usa.

Come ribadito da Stefano Magni, “In questo elenco, tutt’altro che esauriente e in fase di espansione, dei primi ordini esecutivi di Biden, troviamo buona parte del programma della sinistra radicale”.

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Sondaggio EMG Different (21 gennaio 2021)

Sondaggio EMG Different (21 gennaio 2021)

Durante la puntata del 21 gennaio 2021 di Agorà (Rai 3) sono state pubblicate le nuove intenzioni di voto prodotte da EMG Different.

Le intenzioni di voto

La Lega cala anche questa settimana dello 0,3%, la stessa cifra recuperata dal Partito Democratico.

Sia Fratelli d’Italia che il Movimento 5 Stelle guadagnano due decimi, mentre Forza Italia si limita a uno 0,1 in più.

Italia Viva viene invece data in calo al 4%.

Tra i partiti minori non si registrano grandi variazioni, a parte uno -0,2% di +Europa.

Dopo parecchio tempo ritorna tra le intenzioni di voto l’Unione di Centro, qui data stabile all’1%.

Sondaggio EMG Different (21 gennaio 2021)

La serie storica

Di seguito, proponiamo il grafico con l’andamento dei partiti politici nelle intenzioni di voto pubblicate da EMG Different a partire dalle Elezioni Europee 2019.

Per consultare l’elenco dei sondaggi EMG Different ripubblicati su Scenaripolitici.com potete andare nella sezione “Gli altri istituti”, oppure cliccare qui.

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“Sondaggio EMG Different (21 gennaio 2021)” è stato scritto da Watcher e pubblicato su Scenaripolitici.com.

INCHIESTA: SVEZIA, LA MORTALITÀ DEL 2020 È LA STESSA DI QUELLA DEL 2012

di REDAZIONE

Scienziati e ricercatori di molte discipline diverse hanno prodotto molte teorie e modelli matematici intesi a spiegare e prevedere Covid e il suo impatto. Modelli che nella maggior parte dei casi si sono rivelati alla fine sbagliati, gonfiando e sovrastimando notevolmente i rischi e le morti risultanti (vedasi i casi dell’OMS e dell’Imperial College, ndr). Sembra che la maggior parte di questi scienziati si sia innamorata dei propri modelli, e delle proprie teorie, e quindi non sia riuscita a prendere in considerazione i dati del mondo reale e la realtà stessa.

Ricordiamo tutti i modelli del giorno del giudizio che prevedono massicce morti già durante la “Prima Ondata” …?

Ad esempio quello del professor Ferguson dell’Imperial College appunto, o questo dal Belgio, che prevedeva, in linea con le previsioni del modello di Ferguson, una mediana di 96.000 morti in Svezia entro maggio 2020 (!), A meno che non venissero immediatamente messi in atto rigidi Lockdown?

Il 2020 è stato anche l’anno in cui i media hanno dichiarato la Svezia come uno stato fallito, secondo il “Racconto prudenziale del mondo”, prevedendo morti in massa a meno che la Svezia, come quasi tutti gli altri, non fosse completamente bloccata. E il 2020 è stato l’anno in cui molte economie, pubbliche e private, imprese e intere industrie sono fallite, a causa della risposta che i governi hanno preso per mitigare la pandemia.

Durante il 2020 è diventato anche ovvio che la vera leadership, alla Churchill durante la Seconda Guerra mondiale, è praticamente svanita dalla politica, dai media e dalla società in generale: amplificare la paura e il panico dovrebbe essere l’ultima cosa che si dovrebbe fare come leader durante una crisi.

Il 2020 è stato anche l’anno in cui la Cina ha distrutto il mondo occidentale così duramente che ci vorranno decenni prima che l’Occidente si riprenda, se mai si riprenderà. E infine, il 2020 è stato l’anno in cui abbiamo smesso di vivere per paura di morire.

Quindi, quanto si è rivelata mortale la Pandemia? Quante “morti in eccesso” ci sono state? Quanto sono state proporzionate le risposte dei vari governi?

Il risultato svedese

A metà gennaio 2021, abbiamo il risultato svedese (ancora preliminare, ma perfettamente buono per le conclusioni generali): circa 98000 morti per l’intero anno, non 96000 entro maggio 2020, come i modelli matematici sopra menzionati (e molti altri) avevano previsto.

Tuttavia, 98.000 morti all’anno sono chiaramente più del normale, 92000 (il 2019 con i suoi 88.766 morti è stato un vero valore anomalo!). Vediamo, allora, se riusciamo a capire cosa sta succedendo e quanto è stato anomalo il risultato del 2020?

Possiamo fidarci dei dati preliminari ?

Prima, però, discutiamo brevemente l’attendibilità dei dati preliminari sulla morte di SCB: ho ricevuto un numero enorme di commenti nell’ultimo anno del tipo “Non puoi fidarti dei dati preliminari, c’è un enorme ritardo, i numeri aumenteranno molto con i successivi aggiornamenti dei rapporti, aspetta solo altre due settimane e vedrai”!

Non sono sicuro su quali basi questi commentatori basino le loro opinioni, ma le mie opinioni si basano sui dati certi, nonché su ciò che lo stesso SCB afferma sul ritardo dei dati, sulla durata prevista e sugli effetti degli aggiornamenti successivi: SCB.se:

  • «Le statistiche discostate di due settimane nel tempo non dovrebbero cambiare in larga misura».

Per vedere se l’affermazione di SCB è da considerarsi valida, diamo un’occhiata al numero di decessi mensili per data di segnalazione e vediamo come i dati cambiano da un rapporto a quello successivo, e poi si stabilizzano, diventano piatti, quando sono trascorse 3 settimane dal primo rapporto successivo a fine mese: guardate il grafico sotto. Prendete un grafico che rappresenta un singolo mese, ad esempio il grafico rosso che rappresenta aprile, e osservate come il grafico diventa sostanzialmente piatto nel terzo rapporto dopo la fine del mese. Quindi, i dati di 3 o più settimane fa non cambiano sostanzialmente, esattamente come afferma SCB nel loro comunicato stampa riportato sopra.

Se per ogni mese calcoliamo la differenza tra i decessi, l’ultima data di segnalazione (18 gennaio) e i decessi il terzo rapporto settimanale dopo la fine di ogni singolo mese, l’aggiornamento mensile medio (scontando dicembre, che molto probabilmente avrà un aggiornamento più ampio un po’ più tardi delle “normali” 3 settimane) è di 75 decessi.

Ora, poiché dicembre e gennaio sono mesi festivi con Natale e Capodanno, il ritardo nella segnalazione dei dati è leggermente maggiore per i dati di dicembre rispetto agli altri mesi, ma per tutti gli scopi pratici che ci proponiamo, per un risultato complessivo sul fatto che il 2020 non fosse l’equivalente contemporaneo dell’influenza spagnola, statisticamente non importa se i decessi di dicembre alla fine, quando i numeri ufficiali del 2020 saranno pubblicati, si discosteranno di 100, o addirittura 1000 maggiori, rispetto a quelli pubblicati oggi.

Questo possibile aumento non cambierà in modo significativo il risultato complessivo del 2020. Non sto cercando la precisione al decimale in queste analisi e, cosa più importante, ci sono fonti molto più significative di enorme incertezza nei calcoli sulla mortalità svedese rispetto al possibile ritardo dei dati preliminari di SCB. Per dati sulla mortalità, vedi qua sotto.

Un’altra, forse più significativa fonte di incertezza riguardo ai numeri sulla mortalità svedese deriva dalle decisioni politiche degli ultimi due decenni, ed è descritta in questo articolo (svedese) di Göteborgsposten. Il messaggio di base è che la reale dimensione della popolazione svedese è sconosciuta (!) E potrebbe benissimo essere di diverse centinaia di migliaia più grande di quanto dicono i numeri ufficiali.

2020 – Maggior numero di morti dal 1918!

Il titolo ripreso qui sopra è tipico della maggior parte dei media: allarmismo e paura. Prima di entrare nei dettagli sul motivo per cui quel titolo è fuorviante, diamo prima un’occhiata ad alcune caratteristiche del grafico sottostante, che mostra il numero mensile di morti assolute nel periodo 1900-2020:

Ci sono diverse anomalie interessanti (“valori anomali”) in questi dati, la più ovvia è il 1918, l’anno dell’influenza spagnola. Ma interessante è anche il 1942/43: nel bel mezzo della seconda guerra mondiale le morti “caddero” sostanzialmente! Forse dal momento che quasi tutti i maschi svedesi sono stati arruolati, e quindi sono stati ben nutriti e accuditi dai militari, con rigide regole di comportamento, molta aria fresca e attività fisica, e poche opportunità di bere alcolici, feste e altri tipi di vizi?

Ecco un collegamento a un vecchio documento SCB sulle cause di morte del 1942.

Altre cose degne di nota nel grafico sopra è che la tendenza generale della morte è scesa fino agli anni ’60, dopodiché la tendenza ha cambiato direzione, il numero di morti ha iniziato a crescere, raggiungendo un plateau, all’inizio degli anni ’80. Qualche ipotesi sul perché?

Mentre parliamo di valori anomali, date un’occhiata al 2019 nel grafico colorato sopra: i decessi nel 2019 sono diminuiti in modo significativo rispetto agli ultimi anni precedenti. Torneremo su questo fatto di seguito. E infine, il 2020: Sì, è decisamente un valore anomalo in termini di morti assolute: dovremo tornare indietro fino al 1918 per un anno con un numero di morti più elevato.

Dati demografici: le dimensioni della popolazione contano

La popolazione svedese cresce di anno in anno. Più persone, più morti. Abbastanza ovvio per tutti tranne che per i media, a quanto pare. Pertanto, confrontare i decessi assoluti anziché i decessi pro capite è semplicemente fuorviante (sia che lo si faccia accidentalmente che intenzionalmente).

Sfortunatamente, non sono solo i media a praticare di questo tipo di allarmismo “tecnicamente vero ma semanticamente fuorviante”. Persino l’Ufficio di statistica del governo svedese, SCB, ha più volte rilasciato nel corso della pandemia, ad esempio qui , bollettini di notizie in cui confrontano anni diversi in termini di morti assolute. Semplicemente stupefacente!

Ma qui, in questo post del blog, preferiamo presentare dati semanticamente significativi; qui abbiamo a cuore fatti e numeri che possono aiutarci a capire la realtà. Quindi calcoliamo i numeri delle morti svedesi in base alla popolazione: come potete vedere di seguito, la popolazione è in continua crescita e la crescita sta accelerando negli ultimi decenni.

Decessi aggiustati per la popolazione (mortalità)

Sotto la mortalità (decessi / pro capite) 2002-2020. La mortalità 2020 è alla pari con quella del 2012.

Diamo ora un’occhiata alle tendenze della mortalità su un periodo di tempo più lungo. Il grafico sottostante rappresenta i decessi pro capite (“mortalità”), sulla base degli stessi dati sulla morte usati un po’ prima in questo post. Dove si evince l’esistenza di una pandemia?

Guardando l’intero set di dati, possiamo vedere chiaramente che c’è una tendenza al calo della mortalità generale, molto probabilmente causata da progressi/miglioramenti nella salute della popolazione, nella tecnologia medica e nelle cure adottate, nella nutrizione e in altri fattori socioeconomici.

Tuttavia, questa tendenza non è monotona, ma ci sono fluttuazioni chiaramente visibili nei dati così come nella tendenza; ad esempio il periodo di aumento della mortalità che inizia intorno al 1960, seguito da un’altra tendenza al ribasso dall’inizio del 1990 in poi. Quest’ultima tendenza potrebbe o non potrebbe, ora dal 2020 in poi, essere interrotta, ad esempio a causa dei cambiamenti nei dati demografici, come spiegato in questo post di SCB:

  • «Durante gli anni Quaranta, moltissimi bambini nacquero in Svezia, il che significa che possiamo aspettarci che il numero di morti all’anno aumenterà nei prossimi vent’anni».

O forse vedremo che il 2020 è stato effettivamente un vero valore anomalo a causa della pandemia, e nei prossimi anni continuerà la tendenza al ribasso della mortalità.

Di seguito una linea di tendenza adattata all’intero set di dati, che mostra tra le altre cose che una certa cautela è sempre necessaria nella lettura delle linee di tendenza. Matematica e statistica sono entrambe molto fuorvianti nel dare risposte, dipende da come si pongono le domande peraltro: ecco un esempio di linea di tendenza fuorviante.

Secondo la linea di tendenza sopra, sembra che l’intero periodo dal 1980 in poi abbia avuto una “mortalità in eccesso”, mentre il periodo tra il 1920-1960 è caratterizzato da una caduta di mortalità significativa, come visto in precedenza. Per ulteriori informazioni sul motivo per cui è necessario prestare attenzione ogni volta che si cerca di comprendere le linee di tendenza e le varie linee di base, leggete qui. Per una linea di tendenza leggermente più pertinente, cambiamo l’inizio del set di dati nel 2010:

Sopra dovremmo notare che se consideriamo il 2020 come un valore anomalo, allora dovremmo anche considerare il 2019 come un valore anomalo: la mortalità 2019 è stata eccezionalmente bassa e ha chiaramente contribuito all’elevata mortalità del 2020.

Più dati demografici – L’età conta

Più vecchia è la popolazione, più sono i morti. Gli anziani tendono a morire più frequentemente dei giovani, in generale. Il grafico sottostante mostra i fattori di crescita Y2Y per diversi gruppi di età rispetto all’anno 1900. Si noti che la scala y non è la percentuale, ma il fattore di crescita effettivo.

Di seguito, le proporzioni della popolazione svedese per fascia di età e anno:

Possiamo anche controllare la crescita del gruppo di età con altri anni di riferimento, al di sotto di sei diversi valori di riferimento. È chiaro che la percentuale di anziani sta crescendo.

Quindi, con una popolazione che invecchia di anno in anno, dobbiamo aggiustare l’età nei nostri calcoli di mortalità per ottenere numeri di mortalità equi da confrontare. Facciamolo:

Tenendo conto della struttura per età della popolazione (proporzione di anziani vs giovani), arriviamo a una mortalità corretta per età, nel 2020, alla pari con quella del 2013. Possiamo anche considerare gli stessi numeri in termini di “aspettativa di vita”:

Si noti sopra che il 2019 si distingue davvero.

Ancora più dati demografici: nati all’estero vs nativi

Circa 1 persona su 5 che vive in Svezia nel 2019 è nata all’estero. Esistono differenze significative nell’impatto di Covid tra nativi e stranieri nati all’estero. Diamo prima un’occhiata alla mortalità settimanale per entrambi i gruppi:

Come possiamo vedere dal grafico sopra, dalle linee tratteggiate rosse e verdi, i nati all’estro hanno tipicamente un tasso di mortalità molto più basso rispetto ai nati in Svezia. La ragione più probabile è che la persona mediamente nata all’estero in Svezia da un decennio o due fa è giovane, per lo più maschio, cioè un migrante/rifugiato maschio, tra i 20 ei 30 anni, e questo ovviamente ha un impatto sulla mortalità di quella parte di popolazione, i giovani muoiono meno frequentemente degli anziani.

Un’altra cosa da notare dal grafico è che l’impatto di Covid ha colpito la parte nata all’estero più duramente, relativamente parlando, rispetto al nativo. Quanto è più difficile? Diamo un’occhiata ai rispettivi tassi di crescita della mortalità settimanale: crescita della mortalità autoctona vs straniera, crescita della mortalità rispetto alla linea di base.

Sopra, possiamo vedere che i nati stranieri sono stati colpiti da Covid sostanzialmente più duramente dei nati nativi durante la prima ondata primaverile: la mortalità dei nati all’estero ha raggiunto quasi il fattore due della linea di base, mentre il numero corrispondente per i nativi – e ricorda, i nativi sono in media molto più vecchi – era inferiore a 1.4. Anche durante la seconda ondata novembre-dicembre, i nati stranieri sono stati colpiti più duramente da Covid rispetto ai nativi.

Cosa può spiegare questa sorprendente differenza di mortalità, in cui una parte significativamente più giovane (i nati all’estero) è stata colpita molto più duramente dal virus rispetto alla parte sostanzialmente più anziana e presumibilmente più fragile di nativi? Non lo so, ma un’ipotesi ragionevole potrebbe essere quella dei fattori socioeconomici: è probabile che una percentuale molto maggiore di nativi abbia una posizione socioeconomica decisamente migliore, posti di lavoro migliori, condizioni di vita migliori, possibilità di lavorare da casa, viaggiare con la propria auto, ecc., mentre gli stranieri in misura maggiore hanno lavori umili in cui è richiesta la presenza fisica. Quindi, la mia ipotesi è, durante la pandemia, che Zoom sia molto più spesso lo strumento di lavoro per i nativi che per i nati all’estero, e il trasporto pubblico è un mezzo di spostamento molto più frequente per i nati all’estero che per i nativi.

Contabilità pandemica basata sul calendario gregoriano – Regressione alla media

Non sono sicuro che i virus in generale si preoccupino molto del calendario e degli anni. Cioè, non c’è davvero alcuna ragione ovvia, secondo noi, per misurare l’impatto di un virus in base agli anni solari. Il calendario è un’invenzione umana, utilizzata dagli esseri umani per tenere traccia degli schemi periodici dei giorni che passano lentamente, governati dalla nostra rotazione attorno al sole e dalla luna che ruota intorno a noi.

Diamo ora un’occhiata a cosa succede se invece di misurare i decessi all’anno, misuriamo i decessi per anni a coppie: Diamo un’occhiata alla mortalità ottenuta guardando gli anni consecutivi a coppie:

Ora, quando si combinano i decessi del 2019 – un anno con la mortalità più bassa di sempre – con i decessi del 2020, vediamo che la mortalità media per il 2019/2020 è molto normale. L’elevato numero di morti nel 2020 è compensato dal basso numero di morti nel 2019. Regressione alla media in azione.

Naturalmente, non c’è niente che ci impedisca di guardare le morti a coppie di anni. Ovviamente possiamo combinare i decessi per più di due anni consecutivi e guardare la mortalità ottenuta:

Come accennato in precedenza, non credo che i virus si preoccupino molto degli anni solari, quindi diamo un’occhiata anche alle morti stagionali. Di seguito, ho definito la “stagione” che va dal 1 ° ottobre al settembre scorso. Purtroppo bisognerà aspettare fino a ottobre 2021 per vedere i risultati della stagione 2020/2021:

Covid Impact – giovani vs vecchi

Quindi, smettiamo di torturare ulteriormente i numeri della mortalità e guardiamo, invece, all’impatto del Covid per fascia d’età.

Sopra, possiamo vedere che mentre la maggior parte delle fasce di età (tranne i giovanissimi) incontra il Covid (o almeno un test positivo), le conseguenze più gravi si verificano tra gli anziani: in particolare, se hai meno di 70 anni, il tuo rischio di morire da Covid è molto basso (In Italia è dello 0,05%, ndr). Inoltre, se hai 30 anni o meno, il rischio di aver bisogno di cure in terapia intensiva è bassissimo.

Quindi, il Covid è un virus che è pericoloso principalmente per gli anziani, non per i giovani.

Il grafico sotto mostra la media, la mediana e la modalità per i decessi svedesi 1968-2019 (i dati sui decessi svedesi del 2020 raggruppati su intervalli di 1 anno non sono ancora disponibili) e la casella di testo in alto a sinistra mostra le statistiche corrispondenti per Covid. È degno di nota, ad esempio, che l’età media della morte di Covid è superiore all’età media di tutti i decessi nel 2019.

Quindi, Covid è pericoloso per i vecchi, non per i giovani. In media. Tuttavia, i giovani sono stati duramente colpiti dal Covid – non dal virus stesso, per la stragrande maggioranza dei giovani il Covid non era peggio di un’influenza tradizionale – ma dalle risposte che i governi hanno preso per mitigare la diffusione del virus: le scuole chiuse, opportunità di carriera svanite, un anno o più di guadagni persi, attività sportive terminate o limitate, ristoranti costretti a chiudere o limitare l’orario di apertura, l’interazione sociale ridotta, ecc. Queste limitazioni senza precedenti sulla vita di tutti questi giovani nel mondo avranno conseguenze gravi.

Crisi svedese e pianificazione e gestione delle emergenze – o la mancanza di esso?
  • «I nostri ospedali rischiano di essere sopraffatti»

Sì, decisamente, guarda questo grafico che mostra l’utilizzo del letto in terapia intensiva negli ultimi 6 anni:

L’onda Covid primaverile è chiaramente visibile, con l’occupazione di circa il doppio del normale numero di letti necessari, così come la seconda ondata novembre-dicembre, con il 40% di domanda in eccesso. MA… Diamo uno sguardo alla capacità degli ospedali svedesi, in relazione al resto dell’UE:

Solo il Lichtenstein ha una capacità ospedaliera pro capite inferiore rispetto alla Svezia, almeno nel 2018, e dubito che la posizione svedese sia migliorata da allora.

Di seguito la tendenza 2007-2018 per la capacità ospedaliera svedese:

Successivamente, diamo un’occhiata all’evoluzione dei letti in terapia intensiva svedese, confrontando il 1993 al 2018:

La capacità in terapia intensiva è diminuita di 8 volte (!) In 25 anni. Quindi, qualunque sia l’emergenza o la crisi che avrebbe colpito la Svezia, la capacità di affrontare quella crisi era (ed è) semplicemente inesistente. Non c’è da stupirsi che gli ospedali corrano il rischio di essere sopraffatti!

Come nota a margine, ecco un altro esempio di questi gravi fallimenti nella pianificazione di crisi ed emergenze sono gli incendi boschivi del 2018, quando la capacità antincendio nazionale era molto al di sotto della soglia per affrontare gli incendi. Tutto finì – alla fine, quando enormi aree di foreste furono bruciate e diverse piccole città/villaggi furono a rischio di incendio – con centinaia di vigili del fuoco polacchi che arrivarono dal loro paese per sistemare il caos causato da anni di cattiva gestione politica.

Per maggiori informazioni sugli incendi boschivi del 2018, ecco cosa scrive il governo in un’analisi post mortem (svedese). Il punto fondamentale di tutto questo è che i governi svedesi da decenni hanno preso decisioni su decisioni che hanno contribuito a rendere la società svedese molto fragile, non in grado di gestire qualsiasi crisi o disastro imprevisto. Preghiamo che nessuna guerra scoppi in Svezia, se lo fa, siamo condannati.

L’elevato numero di vittime Covid tra i nostri anziani, chiaramente dovuto a decenni di investimenti insufficienti nell’assistenza medica svedese e nella cura dei nostri anziani e fragili, ne è una chiara dimostrazione.

Conclusione

Allora, cosa ne facciamo di tutti i fatti e le cifre di cui sopra? La Svezia ha davvero sperimentato una grave pandemia mortale, una “influenza una volta ogni 100 anni”, con persone che muoiono in numero senza precedenti durante il 2020? Una pandemia di un tipo che non si vedeva dall’influenza spagnola del 1918? Oppure la Svezia ha avuto un’influenza grave con mortalità più o meno uguale a quella delle precedenti influenze gravi che tendono a manifestarsi una o due volte ogni 20-30 anni circa?

Non mi piace particolarmente la nozione di “Morti in eccesso”, poiché la maggior parte delle volte è impossibile conoscere la risposta in merito a “In eccesso a cosa, esattamente?”, come spiegato qui , ma il grafico sottostante mostra sei diversi valori per le morti in eccesso svedesi nel 2020. Essi variano da 7000 a 1900, a seconda del metodo di calcolo scelto e della linea di base. Scegli il numero più attraente per te e per i tuoi scopi.

Qui sotto in forma testuale, anziché grafica, le “Morti in eccesso” svedesi per il 2020, calcolate confrontando “Aspettativa” e risultato, con due diverse linee di base, sono quindi le seguenti:

ECCESSO DI MORTI 2020: 
Morti in eccesso assoluto cmp linea-base 15-18: 6429 
Morti in eccesso assoluto cmp linea-base 15-19: 6978 
Morti in eccesso aggiustate per la popolazione cmp linea-base 15-18: 3251 Morti in eccesso aggiustate per la popolazione basale cmp 15-19: 4334 
Morti in eccesso aggiustate per età cmp linea-base 15-18: 1901 
Morti in eccesso aggiustate per età cmp linea 15-19: 3146

Applicando gli stessi calcoli di “Eccesso” al 2019 invece che al 2020, invece di “Eccesso di morti” otteniamo un significativo “Deficit di morte”, indipendentemente dal metodo di calcolo o dalla linea di base che usiamo:

La mia opinione personale su Covid 2020 in Svezia è la seguente:

  • Sì, Covid 2020 è un virus reale (e continua ad esserlo almeno fino alla primavera del 2021, come tutti i virus stagionali). Il numero di morti nel 2020 è stato superiore a quello che avrebbe dovuto essere, in qualunque modo si voglia definire “Eccesso”. Non eccezionalmente più alti e lontani da tutti gli scenari di disastri dipinti da media, politici e scienziati falliti.
  • Covid 2020 è stata l’«influenza spagnola» della nostra generazione? No. Tutt’altro, come si può vedere nel grafico che mostra il 1918 sopra, e confrontando i tassi di mortalità, dove la mortalità non aggiustata per età 2020 è alla pari con quella del 2012, e la mortalità corretta per età 2020 alla pari con il 2013.
  • La risposta del governo svedese è stata adeguata? In larga misura sì. Fino a quando non furono presi dal panico e persero la testa nel novembre 2020, e introdussero il “The Swedish Enabling Act“, una forma di legislazione che è una vergogna per qualsiasi nazione che finge di essere democratica.
  • Dove “La Strategia” ha fallito è stata quella della protezione dei fragili e degli anziani, in particolare nelle case di cura. La strategia è fallita anche nella pianificazione e gestione delle crisi e delle emergenze complessive, dove vari governi dall’inizio degli anni ’90 hanno ridotto radicalmente gli investimenti e la capacità nell’assistenza sanitaria, nella cura degli anziani e in molte altre parti vitali della rete di sicurezza sociale. Quindi, il ripetuto “Isoliamoli o i nostri ospedali saranno sopraffatti!” è un mantra causato principalmente da diversi decenni di decisioni e priorità politiche catastrofiche riguardanti l’assistenza medica e altri investimenti e risorse fondamentali per le funzioni sociali, tanto quanto dal virus stesso.
  • Ciò che il futuro porterà sarà visto da coloro che sopravvivono. Io stesso, temo che altre tristezze seguiranno a lungo sulle tracce della “Covid Experience 2020”, anche se dovessimo riuscire a eliminare il virus, ad esempio con il vaccino, durante il 2021. L’effetto psicologico sulle popolazioni avendo trascorso un anno o più in Lockdown, perdendo così la maggior parte di ciò che rende la vita degna di essere vissuta, sarà interessante da osservare, così come lo sarà se i modelli ei comportamenti di interazione sociale alla fine torneranno alla normalità, o se le nostre future interazioni sociali saranno così profondamente sconvolte dall’«Anno Covidis» che, come i cani di Pavlov, continueremo a considerare gli altri esseri umani come vettori di virus potenzialmente mortali.
  • Allo stesso modo, come mostra questo recente articolo (svedese) – 90000 (!) trattamenti medici altri sono stati cancellati durante il 2020 – dovremo anche aspettarci ulteriori “morti in eccesso” lungo la strada, dove queste morti sono causate solo indirettamente dalle misure per il Covid.

Questo post metterà fine alla mia troppo lunga e costosa attenzione per il Covid 19. Tornerò ora ad argomenti che sono più gratificanti e piacevoli da lavorare.

———————————————————————-

[Una nota finale: nel caso in cui un numero significativo dei miei lettori sia interessato a provare a riprodurre i numeri principali della mia analisi (numero di morti, mortalità, mortalità per età, morti in eccesso ecc.), me lo faccia sapere nei commenti e io  prenderò in considerazione la possibilità di fornire un collegamento attraverso il quale è possibile scaricare gli script Python (3.8.6) e Pandas (1.1.0) che ho usato per analizzare i dati più importanti sulla mortalità.]

TRATTO DA QUITRADUZIONE DI ARTURO DOILO

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“INCHIESTA: SVEZIA, LA MORTALITÀ DEL 2020 È LA STESSA DI QUELLA DEL 2012” è stato scritto da Leonardo e pubblicato su MiglioVerde.

IL FONDATORE DI MEWE.COM: FACEBOOK NON È UN SOCIAL NETWORK

di FRANK BAJAK Alcuni utenti sono fuggiti da Facebook e Twitter dopo che le piattaforme hanno bannato il presidente Donald Trump e alcuni dei suoi alleati, per “aver incitato” ai disordini e diffuso “false affermazioni su frodi elettorali”. Alcuni sono migrati verso siti amichevoli di conservatori come Parler o Gab. Altri si sono uniti a un servizio che mira a distinguersi. MeWe è una società di social media attiva da 4 anni posizionata come anti-Facebook. Dice che non raccoglie dati sui suoi utenti e si presenta con una Carta dei diritti sulla privacy. L’anno scorso, MeWe ha più che raddoppiato i suoi membri a quasi 15 milioni. Secondo SensorTower, nella settimana terminata il 12 gennaio, è stato scaricato 787.000 volte dagli store di app per smartphone Apple e Google negli Stati Uniti. Mentre la disaffezione dei sostenitori di Trump per Facebook ha sicuramente aiutato, il CEO Mark Weinstein afferma che MeWe deve la sua crescita a “tutti coloro che sono infuriati per il fatto che i loro…

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IL GRANDE RESET: ALLE ORIGINI DI UN PROGETTO

di LEONARDO FACCO

Grande reset significa governo unico mondiale. Non si tratta di un piano nato nel 2020, ma di un percorso che viene da lontano.

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Sondaggio Index Research (21 gennaio 2021)

Sondaggio Index Research (21 gennaio 2021)

Durante la puntata di Piazzapulita (La7) del 21 gennaio 2021 sono state pubblicate le nuove intenzioni di voto realizzate da Index Research.

Le intenzioni di voto

Tornano i sondaggi di Index Research.

La Lega perde mezzo punto e scende al suo minimo da dopo le elezioni europee, mentre il Partito Democratico recupera terreno.

Fratelli d’Italia raggiunge il 17%, mentre il Movimento 5 Stelle ritorna al 15%.

Sondaggio Index Research (21 gennaio 2021)

Forza Italia cala anche questa settimana, mentre Azione e la sinistra crescono di un decimo.

Netto calo di Italia Viva, sceso sotto il 3%.

Sondaggio Index Research (21 gennaio 2021)

Le altre forze politiche minori rimangono sostanzialmente stabili.

Sondaggio Index Research (21 gennaio 2021)

La serie storica

Di seguito, proponiamo il grafico con l’andamento dei partiti politici nelle intenzioni di voto pubblicate da Index Research a partire dalle Elezioni Europee 2019.

Per consultare l’elenco dei sondaggi Index Research ripubblicati su Scenaripolitici.com potete andare nella sezione “Gli altri istituti”, oppure qui.

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“Sondaggio Index Research (21 gennaio 2021)” è stato scritto da Watcher e pubblicato su Scenaripolitici.com.

GUERRA IN IRAQ: LE DECISIONI INDIFENDIBILI DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

  di CRAIG MURRAY Il sostegno allo Stato di diritto internazionale e alle istituzioni che lo avallano è uno dei principi di questo blog. Sono quindi sempre stato estremamente desideroso di difendere e sostenere la Corte penale internazionale, nonostante le critiche diffuse secondo cui essa sia semplicemente uno strumento da utilizzare contro i leader dei paesi in via di sviluppo e gli altri oppositori dell’ordine mondiale neocon. Ho sostenuto che il suo standard in fatto di indagini e giudizi è stato generalmente buono nei casi che ha preso in carico, e ho sostenuto la necessità di ampliare il suo ambito di intervento. Purtroppo, la decisione della CPI di chiudere la sua indagine sui crimini di guerra commessi dai britannici in Iraq è per me l’ultima goccia che mi impedisce di continuare a nutrire la speranza che la CPI sia qualcosa di più di uno strumento al servizio dei vincitori. Ho letto l’intero rapporto di 184 pagine che chiude l’indagine, ed è davvero scioccante. È scioccante…

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