Non è che l’inizio dell’Estate (Romana)

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Metto in evidenza un articolo , Solo l’Inizio, parla di una Giornata Romana, il 7 luglio del 2010. Ma anche per comunicare che:  “L’assemblea dei cittadini di Piazza del Duomo ha messo a disposizione della stampa delle immagini raccolte durante un incontro a Montecitorio. I manganelli alzati contro i manifestanti, i sindaci e i vigili del fuoco coinvolti nei parapiglia, i feriti che si allontano insanguinati durante la manifestazione degli aquilani a Roma il 7 luglio…”Facciamo politica – ha sottolineato Anna Lucia Bonanni, tra le organizzatrici della marcia – nell’accezione più alta, nel senso che i cittadini si rimboccano le maniche, conosciamo una ad una le persone che sono rimaste coinvolte, c’erano donne, anziani e sindaci” e in ogni caso “frequentare un centro sociale non è un reato”. Alla luce di questo, in una lettera indirizzata al ministro Maroni, i manifestanti hanno chiesto la “sostituzione” del capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, del capo della Digos e del questore di Roma: “Incarichi così delicati non possono essere più ricoperti da persone che mentono per coprire le loro responsabilità” accusando “inesistenti spettri” (gli appartenenti a centri sociali) di aver provocato gli scontri. I filmati, secondo gli aquilani, bastano a testimoniare questo siano “assolute falsità”…”Durante la manifestazione – ha ricordato Giusi Pitari, una delle portavoce dell’assemblea e prorettore dell’Università dell’Aquila – non mi sono sentita assolutamente protetta. Ci sono stati momenti di paura, chiusi in cinquemila tra i blocchi di carabinieri e guardia di Finanza”.

E allora denunciateci Tutte e Tutti, scrive il comitato 3 e 32: “Siamo venuti oggi a conoscenza delle denunce nei confronti di due partecipanti alla manifestazione degli aquilani a Roma del 7 di luglio.Ribadiamo quanto espresso ieri dall ‘ assemblea cittadina, nella lettera indirizzata al Ministro degli Interni, On. Maroni: di quanto è accaduto durante la manifestazione i promotori si assumono la piena ed unica responsabilità. I cittadini aquilani hanno partecipato numerosissimi a quella manifestazione, partendo con oltre 40 pullman dalla città. Voler negare il fatto che erano i terremotati a chiedere diritti e ad urlare la propria rabbia è un’ offesa nei confronti di chi, tra mille difficoltà, ha scelto di essere in piazza a Roma. Dopo averci espropriati del diritto ad essere protagonisti della ricostruzione della nostra città ora si sta tentando in tutti i modi di nascondere l’ evidenza del fatto che ERAVAMO NOI ad urlare sotto i palazzi del governo.Il fatto che non ci fossero solo aquilani, significa soltanto che in tanti hanno aderito ai nostri appelli e alla nostra richiesta di solidarietà,  hanno compreso e condiviso i nostri problemi e le nostre richieste molte istituzioni locali non solo aquilane,  movimenti, collettivi, associazioni di ogni città e territorio italiano. Questo perchè la questione aquilana non è non può  essere considerata una questione locale. E’  un tema nazionale e a chiunque ci abbia  espresso una solidarietà concreta esprimiamo la nostra gratitudine e la nostra solidarietà. Denunciamo, inoltre, il continuo tentativo di spostare l’ attenzione da quelli che sono i reali problemi del cratere . I media oggi dovrebbero parlare delle richieste legittime ed urgenti della popolazione aquilana, nessuna delle quali accolta dal governo. Le uniche risposte che abbiamo ricevuto sono state le mangnellate, gli scudi levati dalle forze dell’ ordine, i feriti e oggi le denuce.E allora denunciateci tutte e tutti. Comitato 3e32 12 Luglio 2010”

Non rideva nessuno,come Pierfrancesco Gagliardi e suo cognato Francesco Piscicelli il giorno del sisma in Abruzzo, alle 3e32  e neanche il 7 luglio. Si, l’inizio dell’estate romana, con l’Aquila a Roma.

Doriana Goracci

SOLO L’ INIZIO

8 07 2010

Difficile non sentirsi in un day-after stamattina. Il giorno dopo, sì.

Ma dopo cosa?

Dopo le manganellate, questo è certo. Ma non era questo lo scopo che perseguivamo; masochisti sì,  al punto di pagarci 15 euro  per un passaggio in autobus e riversarci nel torrido caldo romano per un’ intera giornata di protesta. Ma non abbastanza per farci spaccare le teste dalla celere comandata da Manganelli. Un nome un programma.

Bastonate ai terremotati, non serve altro.

Racconteranno che fantomatici  centri sociali‚ erano lì ad aizzare la celere. Lo stanno già dicendo. Voi sappiate che non è vero. Ero lì, in seconda fila, a due metri da quelli picchiati selvaggiamente, ed erano aquilani come me. gente normale, civile, inerme ed indifesa.

Nessuno di noi ha mai fatto guerriglia urbana, e lo abbiamo dimostrato nostro malgrado: c’ hanno picchiato come hanno voluto e creduto, e da noi nulla. Manco uno sputo in faccia, che comunque si sarebbero abbondantemente meritati.

E ve lo dice uno che le sue prime manifestazioni se l’ è fatte da dopo il terremoto. Non certo una testa calda.

Questo dovete farlo sapere a tutti. Ho visto indignarsi anziani che conosco per essere gente posata, e i nostri gonfaloni correre per mettersi davanti a ripararci. Invano credevano che le nostre insegne, almeno quelle le avrebbero rispettate. Hanno menato pure a quelli.

Dobbiamo poter ribattere all’ infamia con cui cercano di giustificarsi delle loro azioni. Alla scuola Diaz pure, dovevano esserci pericolosi delinquenti, e ricordiamo tutti le immagini donne, ragazzi e adulti che hanno macchiato col sangue le stanze di una scuola divenuta mattatoio.

Sono i fascisti di sempre. Squadracce.

Oggi, allora, è il giorno dopo.

Il giorno dopo le offese di Giovanardi, che invita il Sindaco dell’ Aquila (che le ha pure prese ieri, in un raro momento di  attivismo al fianco della popolazione  ) a, letteralmente, << tornarsene a casa a lavorare anziché protestare>>

Il giorno dopo le dichiarazioni di tale Stracquadanio, deputato PDL alla camera che ha avuto l’ ardire di sostenere che << dovrebbero essere loro (la maggioranza) a venire a protestare da noi a L’ Aquila, e non il contrario>> Intervento applaudito dai beoti che ci governano.

Il giorno dopo.

Dopo una promessa, l’ ennesima, che ci stringe ulteriormente lo spazio di manovra.

Chiedevamo 10 anni per la restituzione delle tasse non pagate, e nella misura del 40% del dovuto.

Come tutti gli altri terremoti, e comunque chiedendo meno di quanto dato per l’ alluvione di Alessandria. Loro pagarono il 10% in dieci anni. Ma la Padania è storia a parte. Siamo cafoni, e da cafoni siamo trattati.

Sarà ancora più difficile far capire che non ci basta. Che ci spetta, il 40%.

E che vogliamo soprattutto una legge speciale per il terremoto, organica, nella quale sia spiegato tutto, per filo e per segno, su ricostruzione, occupazione, sostegno all’economia, riconversione sostenibile degli edifici, con direttive chiare e di lungo termine. Non si va avanti con ordinanze pasticciate di sei mesi in sei mesi.

Un lavoro complesso, che noi abbiamo già fatto portando a Roma una piattaforma sottoscritta da tutti:

Comune dell’ Aquila e tutti i 59 comuni del  cratere‚  Provincia (centro-dx), Regione (anch’ essa centro-dx)

Ci lavoriamo da un anno ormai. E’  stato difficile, e portavamo quelle carte nelle nostre mani.

Dall’ altra parte nelle mani avevano manganelli. E li hanno usati.

Ecco, oggi è il giorno dopo tutto questo.

Fatelo sapere, loro non lo diranno. E fate sapere anche che questo è solo l’ inizio. Non diranno nemmeno questo.


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